Dieta Mediterranea: patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO

food-pyramidTratto dall’articolo del celebre giornalista Adolfo Leoni:

Ancel Keys e Flaminio Fidanza. Il primo: statunitense e fisiologo; il secondo: italiano di Magliano di Tenna, scienziato dell’alimentazione, docente universitario. A loro si deve la Dieta Mediterranea.

Keys, in Italia sul finire della Seconda Guerra Mondiale, incontrò Fidanza. Avviarono a Napoli un’indagine che dimostrava come la «colesterolemia – si legge nel libro “La Dieta Mediterranea. Il Tempio della Sibilla” del Dr. Lando Siliquiniera influenzata dall’assunzione alimentare di acidi grassi saturi».Immagine3

Necessari, a questo punto, nuovi studi su persone «con differenti abitudini alimentari e diversa prevalenza di malattie cardiovascolari». Fidanza e Adolfo Del Vecchio ne avviarono uno a Nicotera, in Calabria, insieme a scienziati italiani e stranieri.

Nel 1958, sempre Fidanza, coinvolgendo il Centro per le Malattie Cardiovascolari di Ancona, ne pianificò un altro, scegliendo gli abitanti di Montegiorgio, nelle Marche. Scelta non casuale. Lo scienziato veniva da un comune limitrofo, conosceva lo stile di vita e l’eco-sistema della “Terra di Marca” e considerava Montegiorgio il centro giusto anche come equidistanza dal mare e dai monti Sibillini. Gli abitanti parteciparono in massa.

Montegiorgio tra il mare e i Sibillini

Montegiorgio tra il mare e i Sibillini

Un anno dopo Keys lanciò in tre Continenti lo Studio delle Sette Nazioni (Seven Country Study): Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Jugoslavia, Olanda, Stati Uniti. 12 mila le persone controllate periodicamente. In Italia, vennero scelte Crevalcore (Emila-Romagna), Montegiorgio, Nicotera, che venne poi cancellata. Lo studio durò circa 32 anni (nuovi controlli nel 1965, 1970, 1980, 1985, 1991). imagesLo studio attestò la «superiorità» di Montegiorgio per stile alimentare e di vita ai fini della salute e della longevità. Meno infarti, meno problemi cardiocircolatori. Furono 726 i montegiorgesi sottoposti al monitoraggio, la loro età variava dai 40 ai 59 anni. Moderazione, cucina frugale (frutti della terra), stagionalità, convivialità, festa, tradizione, valore della donna (“vergare e sibille”) fecero la differenza. Montegiorgio oggi vanta il “Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea”.

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Logo del “Laboratorio della Dieta Mediterranea”

Discovermarche è davvero onorata di poter inserire l’articolo (pubblicato da numerose e importanti testate giornalistiche) scritto da Adolfo Leoni. Quest’ultimo e’ un famoso giornalista e scrittore marchigiano che dedica la sua preziosa attività ad esaltare e divulgare l’importanza, la bellezza e la tradizione di questa unica Regione.

Siamo immensamente grati a persone come lui, e come il Dottor Siliquini, che antepongono gli interessi del territorio a quelli personali.

GRAZIE!!!

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